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| Una giornata in Abruzzo - Riserva naturale lago di Penne |



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Siamo verso la fine di luglio, ormai piena estate, nel tardo pomeriggio mi infilo nella coda d'auto dei vacanzieri diretti sulla riviera adriatica ma all'altezza dei primi lidi io tiro diritto fino a Pescara diretto a Penne, un paese all'interno dell'abruzzo che poi da il nome alla riserva naturale del lago.
La Riserva Naturale Controllata Lago di Penne si estende per 150 ettari, con una fascia di protezione esterna che supera i 1000 ettari. La Riserva è gestita da un comitato, con il Comune di Penne, il Consorzio di Bonifica Centro ed il WWF Italia; il Comune ha inoltre incaricato, per la gestione operativa e tecnica, la cooperativa COGECSTRE.
Le tappe più significative in questa piccola area protetta risalgono agli anni 80, quando un gruppo di giovani naturalisti iniziarono ad occuparsi della tutela del bacino artificiale. Nel 1985 l'Amministrazione provinciale di Pescara istituì a Penne un'Oasi di Protezione della fauna, vietando l'attività venatoria.
La riserva è dotata di numerose strutture di accoglienza del pubblico:
* il Centro Visite
* il Centro di Educazione Ambientale "A. Bellini"
* il Museo Naturalistico "Nicola De Leone"
* l'Orto Botanico
* il Centro lontra
* le Aree faunistiche
* i Sentieri Attrezzati
* il Giardino delle Farfalle
* il Laboratorio e la Masseria dell'Oasi
* la Sala polifunzionale
* l'Ostello
* la Foresteria
* l'Ufficio turistico |
Verso sera finalmente arrivo a Penne dove ad accogliermi trovo Roberto, amico di avventure nonchè grande fotografo naturalista e conoscitore della riserva di Penne. Seduti al tavolo davanti ad una pizza, sorseggiando una birra si pianifica la giornata seguente, le previsioni meteo non sono buonissime ma decidiamo comunque di tentare verso le montagne con destinazione Campo Imperatore in provincia di L'Aquila.
Castel del Monte ( Aq ) |
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Non è prestissimo quando partiamo per la montagna, le previsioni meteo non hanno sbagliato, la mattina si presenta con nuvoloni neri addensati sulle cime circostanti che non preannunciano nulla di buono, per nulla scoraggiati si parte considerando che oltre il valico di Campo imperatore potremmo trovare delle schiarite che sono il compromesso migliore per fotografare agli orari della tarda mattinata.
Le ultime curve e poi mi si presenta davanti Campo Imperatore, un'altopiano immerso nella natura, un posto che tutti vorrebbero avere dietro casa, il periodo è ormai avanzato per vederlo fiorito, il colore giallo predominante del verbasco candelabro mi lascia senza parole, solo ammirazione e silenzio davanti a tanta bellezza della natura.
Arriviamo a destinazione pochi kilometri dopo il valico. Roberto ed Alessandro in settimana hanno preparato un capanno fotografico, proprio davanti ad una pozza di acqua, cosa rara in questa zona carsica. Lo scopo è di attirare gli uccelli alla bevuta
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Averla piccola |
Il capanno pero' visto l'orario lo sfruttteremo l'indomani mattina presto confidando nella buona sorte del tempo meteo nel frattempo ci divertiamo con un'averla piccola - lanius collurio indaffarata a portare imbeccate ai piccoli nascosti in un cespuglio di rosa canina.
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La mattina tra uno scatto e l'altro passa velocemente e verso mezzogiorno riprendiamo la via del ritorno, un'ora di strada a curve ci attende prima di arrivare a Collalto comune dove a sede il centro visite della riserva di Penne. |
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Ci si siede a tavola ad orari iberici sono ormai le due, la fame si fà sentire e non nascondo che la voglia di assaporare i prodotti biologici prodotti dalla cooperativa è tanta.
Nella Masseria dell'Oasi ogni anno viene sperimentata la coltivazione di nuove specie tradizionali (cultivar) in modo da recuperare varietà di cereali, leguminose e alberi da frutto ormai rari e in pericolo. Tra i cereali è stato riscoperto il ruolo di quelli più antichi quali farro (con una produzione che supera i mille quintali l'anno), grano tenero, orzo mondo, orzo distico e segale, tra le leguminose cicerchia, lenticchia e cece, con ottimi risultati per entrambe le colture.
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Che dire un pranzo biologico dall'antipasto al dolce di tutto rispetto, accompagnato da un buon vino rosso locale è quello che ci si aspettava, tra una parola e l'altra,un racconto fotografico e due risate arriva il pomeriggio inoltrato, qualche goccia di pioggia comincia a cadere e per prendere una boccata d'aria insieme ad Alessandro, prima fotografo ed ora grande documentarista video ci dirigiamo nella valle D'Angri per una passeggiata nel bel mezzo della natura. Dopo il rientro al centro di Collalto la giornata volve al termine con una cena a base di rosticcini e pecorino tipici abruzzesi.
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Sveglia caricata all'alba...inesorabile prima del sorgere del sole risuona nel silenzio della foresteria dove sono ospite, la meta questa mattina è il capanno in montagna. Partenza alle 5,30, il meteo lascia presagire delle belle schiarite, l'aria è fresca, le condizioni ideali per fotografare. Non abbiamo incontrato nessuno lungo la strada che ci porta in quota questo lascia presagire la tranquillità del posto.
Una volta a destinazione sistemiamo l'attrezzatura e non nascondo con un po' di freddo nonostante sia luglio avanzato inizia l'attesa. Vari posatoi sono stati sistemati per avere sfondi particolarmente colorati. Nell'attesa ascolto i suoni dell'ambiente che mi circonda, la quaglia è inconfondibile, smette di cantare solamente quando nell'aria volteggiano tre gheppi. La tottavilla canta per tutta la mattina.
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Passano le prime ore, sarà il vento, un po' le basse temperature, ma alla pozza non arriva nulla, solamente quanche toccata e fuga di uno strillozzo e cornacchia grigia. Ho quasi perso la speranza di veder qualcosa posarsi, quando sul ramo di una rosa canina vedo un bellissimo maschio di saltimpalo che canta, poco dopo anche la femmina e due juv, ecco come divertirsi con poco. |
Juv di saltimpalo - saxicola rubetra
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maschio saltimpalo - saxicola rubetra femmina saltimpalo - saxicola rubetra
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Dopo aver osservato e ripreso questa simpatica famigliola di saltimpalo guardo l'oroglogio e mi accorgo che sono ormai piu' di sei ore che sono nel capanno, comincio a sentire i primi torpori alle gambe, forse è meglio uscire e dirigersi verso Penne. Lascio un posto bellissimo, un'esplosione di colore giallo viola, il profumo del fieno, l'aria fresca, insomma in poche parole il posto che vorrei dietro casa.
Arrivo a Collalto dove pranziamo e facciamo le ultime chiacchere prima di riprendere la via del ritorno. Un particolare ringraziamento doveroso per l'amico Roberto Mazzagatti per avermi fatto conoscere un posto cosi' bello, all'amico Alessandro Di Federico e Fernando Di Fabrizio per la loro disponibilità e ospitalità, a Maria per la simpatia dimostrata e per le pesche buonissime del suo albero : ) e a tutti i ragazzi che contribuiscono alla buona gestione di tutte le attività della riserva.
Per maggiori informazioni potete consultare il sito ufficiale della Riserva Naturale del Lago di Penne facendo riferimento a questi contatti.
Spero a breve di poterci ritornare sicuro di riprovare le stesse emozioni ammirando un territorio cosi' naturale e bello.
Aiutiamo la natura a restare tale
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