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| Appunti di viaggio - Finlandia Marzo 2008 |
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Prima di intrapendere questo piccolo diario di viaggio volevo dare qualche informazione sulla Finlandia, paese del nord europa immerso nella natura, meta di moltissimi amanti della fotografia naturalistica e del birdwaching.
La Finlandia conta una popolazione di circa 5,3 milioni di persone e si estende per 338.000 Km quadrati. Un quarto del totale della sua superfice è nel circolo polare artico. Un paese caratterizzato dalle migliaia di laghi e dalle foreste di betulle e abeti che scompaiono a vista d'occhio. Le lingue ufficiali sono due, il finlandese e lo svedese. La capitale è Helsinky e la moneta corrente è l'euro.
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La
partenza è fissata per il sabato mattina 1°
Marzo 2008 con volo da Malpensa, via Monaco destinazione
Oulu Finlandia dove ad attendermi trovero' la mia guida
e affermato fotografo naturalista Finlandese che ci
accompagnerà per tutta la durata del nostro viaggio.
L'amico di viaggio Roberto che è già in
Finlandia da qualche giorno mi incontrerà all'aereoporto.
Dopo un volo aereo non dei piu' felici dovuti al forte
vento arrivo in Finlandia, il tempo meteo non è
un gran che, nevica leggermente e ci sono una decina
di gradi sotto zero. Una volta sistemato nel cottage
che mi ospiterà per la notte, nemmeno il tempo
per disfare le valigie e visto il tempo meteo previsto
per il giorno dopo si decide di tentare subito con un
capanno d'appostamento all'aquila reale. La sveglia
è fissata per le 3.00 am, ci aspettano una cinquantina
di km per arrivare a destinazione, considerando che
le strade sono per la maggior parte dell'anno coperte
di ghiaccio e neve e il limite massimo di velocità
è di solamente 80 km orari è meglio prendersela
comoda . Puntuale come un'orologio svizzero la nostra
guida alle 3.30 come da accordi passa a prenderci ed
ha inizio questa esperienza. Dopo circa un'oretta arriviamo
a destinazione nella regione di Vaala |
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Un breve tragitto a piedi nella foresta ed arriviamo al capanno dove ci infiliamo dentro ancora con il buio e un po' infreddoliti ma con l'adrenalina consapevoli che forse fotograferemo la nostra prima aquila del 2008. I capanni per chi non conosce l'ambiente sono fatti in legno ben isolati e riscaldati da una stufetta ad alcool, dopo circa un'oretta che si è al suo interno la temperatura comincia ad essere confortevole e ci si puo disfare del pesante abbigliamento. Sono ormai passate parecchie ore e solamente molti corvi imperiali stazionano sulla preda che è stata messa la sera prima, una lepre e una volpe rossa, se la contendono a furia di salti e beccate. Interessante è osservare la gerarchia del gruppo dei corvi, ogni tanto fà capolino qualche gazza. Sono le 10,30 e dopo qualche perdita di conoscenza dovuta alla stanchezza la prima aquila della stagione atterra sulla lepre, una vera emozione vedere e poter fotografare questo magnifico uccello tanto elusivo e diffidente. Si tratta di un giovane di qualche anno, si nota che ha ancora il becco parzialmente giallo. |
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Tra uno scatto e
l'altro si commenta a bassa voce la bellezza di questo
uccello aspettando con ansia l'arrivo di un secondo
elemento. Il tempo passa e nemmeno ce ne accorgiamo,
sono quasi le 11.30 e il giovane se ne stato tranquillamente
sulla preda per circa un'ora, sazio e soddisfatto
si invola lasciando i resti ai corvi che aspettano
impazienti il loro turno.
I corvi imperiali sono ottimi indicatori per le aquile essendo questi ultimi molto diffidenti e sospettosi di natura, quando cominciano a mangiare la preda è segno che il campo è sgombro da pericoli, predatori o altro, quindi l'aquila usa questi corvidi come sentinelle d'allarme
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Appena alzatasi da terra l'aquila si ferma su un vicino abete per digerire il pranzo e viene subito attaccato dai corvi con la tecnica del mobbing appunto per cercare di allontanarlo. Purtroppo nessun altro elemento si farà vivo davanti alla nostra postazione e pensare che solamente un giorno prima ben sei aquile sono atterrate nello stesso punto. |
Ore 17.00 pm. Il sole ormai sta calando dietro le nuvole che ci hanno accompagnato per tutta la giornata, soddisfatti di aver fotografato la nostra prima aquila della stagione al primo giorno, stanchi usciamo dal capanno e commentiamo con altri fotografi due Finlandesi ed un'altro italiano quanto accaduto durante la giornata. Zaino in spalla rifacciamo il breve tragitto a piedi verso la macchina, ci attende qualche ora verso nord, stiamo puntando Kuusamo, ci inoltreremo nel parco Oulanka sempre alla ricerca dell'aquila reale. Appuntamento a metà strada dove ci prenderà in consegna Olli esperta guida e grande conoscitore delle aquile e della natura finlandese nonchè espertissimo conoscitore di uccelli.
Ci fermiamo a circa ottanta km da Kuusamo in una stazione di servizio e finalmente incontriamo la nostra guida che non vedevo dall'anno precedente, ne approfittiamo per mangiare qualcosa prima di ripartire.
Per i primi due giorni del nostro soggiorno nell'area di Kuusamo alloggieremo all'interno del centro visite del parco nazionale Oulanka, abbiamo a disposizione praticamente l'intero fabbricato con stanze calde ed accoglienti e questo ci evita inoltre di dover fare parecchia strada la mattina, cosa che avremmo dovuto fare se fossimo stati a kuusamo.
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OULANKA NATIONAL PARK
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03 marzo 2008
Usciamo il sole comincia a far vedere i primi raggi,
la colonnina della temperatura esterna segna -22°,
l'aria è secca per cui non si avverte questo
grande freddo. Sorpresa inaspettata il WV Caravel
di Olli che ha appena due giorni di vita non parte
causa freddo, sembra che il sistema di riscaldamento
dell'acqua della batteria non abbia funzionato,
dopo vari tentativi arriva in nostro soccorso un'amico
suo che ci accompagna fino al limitare della fortesta
dove con la motoslitta raggiungeremo il capanno
sul confine russo. ( se il buon giorno si vede dal
mattino ...... )
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Dopo
questo piccolo inconveniente finalmente arriviamo
al punto da dove prende il via l'avventura. Con la
motoslitta, si percorrono circa venti minuti di sali
e scendi nella foresta innevata per poi arrivare al
piu bel capanno visitato per ora, una casetta ben
costruita, perfettamente coibentata e acusticamente
isolata, il pavimento è fatto in materiale
morbido per cui si stà comodamente a piedi
scalzi dopo che l'ambiente si è riscaldato,
ci si muove agevolmente al suo interno, ampi vetri
a specchio ti permettono di vedere a 180° senza
essere minimamente visto e sentito. Una volta espletati
i bisogni fisiologici si entra e non si puo' piu'
uscire fino al tramonto, questa è la regola. |
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IL CAPANNO DI OULANKA NATIONAL PARK
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La vista che si gode dal capanno è meravigliosa, all'orizzonte il confine russo e abeti a perdita d'occhio, poco lontano da questo appostamento nidifica ormai da anni una coppia di aquila reale. |
Una volta all'interno si passano le prime ore fotografando altri uccelli che regolarmente visitano le piante ed i posatoi sistemati davanti al capanno. Fà capolino subito una cincia siberiana molto simile alla piu' comune bigia ma piu' colorata, seguono i picchi rossi, ce ne sono sei che si contendono il posto migliore per mangiare, un via vai di picchi ci sfreccia davanti. Piu' tardi arrivano anche le ghiandaie siberiane, bellissimi uccelli dai colori arancio e bruciato. |
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Sono ormai passate parecchie ore da quando siamo all'interno del capanno, uno spuntino fugace e gli occhi sempre attenti all'orizzonte a scrutare l'arrivo del protagonista , verso le 14 la prima aquila si fà vedere facendo un veloce passaggio proprio davanti a noi ma non ha nessuna intezione di fermarsi, evidentemente stava controllando il territorio, deve essere sicura che sia sgombro da pericoli essendoci pochi corvi nel circondario.
Per nulla demoralizzati puntiamo le fotocamere direttamente sull'abete dove Olli dice sia il posatoio piu' frequentemente usato da questi soggetti prima di scendere a terra, la lunga esperienza e il tempo passato all'osservazione di questi uccelli la dice lunga, poco dopo mezz'ora la prima aquila dell' Oulanka national park si posa sulla cima dell'abete consigliato, seguiamo con attenzione le istruzioni impartite per muoversi con gli obiettivi, con il binocolo osserva e ci guida quando l'uccello non guarda verso di noi. Una particolarità di questo tipo di fotografia è non aver fretta di scattare, bisogna dare il tempo all'uccello di tranquillizzarsi e per questo occorrono almeno cinque minuti prima di cominciare a fare i primi scatti, un movimento sbagliato o un rumore improvviso vanificherebbe la lunga attesa e comprometterebbe l'intera giornata.
Le condizione di luce non sono favorevoli siamo in pieno controluce per cui scattare mentre il soggetto è posato porterebbe ad avere poi delle immagini scure, per cui attendiamo con pazienza il momento in cui l'aquila si lancierà verso di noi per atterrare, momenti di vera adrenalina, si continua a focheggiare e l'occhio si stanca, poi ad un certo punto lasciandosi cadere comincia a planare sulla preda, una lepre bianca. Sono attimi, veramente pochi per poter godere la scena e scattare contemporaneamente. Appena inquadrata e a fuoco comincio a scattare.
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Stanchi
ma soddisfatti alle 17,30 usciamo all'aria aperta finalmente
, riassettiamo i bagagli al seguito e ripercorriamo
la via del ritorno con la motoslitta, il freddo comincia
a farsi sentire dovuto sicuramente anche alla stanchezza.
Pensiamo già alla giornata che ci attenderà
l'indomani speranzosi di rivedere questi magnifici uccelli
padroni incontrastati delle foreste Finlandesi. |
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04 Marzo 2008
La sveglia al solito orario, oggi non si và presto al capanno perchè sembra che le aquile si muovano solamente nel primo pomeriggio per cui ne approfittiamo per andare in perlustrazione lungo le strade del parco alla ricerca dell'alce. Ci fermiamo una prima volta per riprendere delle nuvole che sembrano montagne innevate, la luce piatta e il controluce fà diventare questo scenario veramente attraente sotto il profilo puramente fotografico, dell'alce nemmeno l'ombra solamente qualche impronta fresca nella neve.
Anche oggi la temperatura è vicina ai 20
gradi sotto zero, anche se ben coperti il freddo
si fà sentire quasi subito specialmente ai
piedi e alle mani.
Nonostante il clima rigido resto rapito dalla bellezza
di questo paesaggio, dal silenzio che mi circonda,
da questi spazi immensi poco usuali a chi è
abituato a vivere come me in un paese sovrapopolato,
nel traffico cittadino e nell'inquinamento acustico.
Qui il senso della natura incontaminata è palpabile.
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Dopo aver passato la mattinata in perlustrazione lungo il confine del parco ci accingiamo a rientrare al capanno confidando nella fortuna di rivedere le nostre aquile. Il tempo non promette nulla di buono nevica e fà molto freddo , ma questo non preclude il fatto che gli uccelli in cerca di cibo si muovano verso la nostra postazione. Come fosse suonata la campanella della ricreazione scolastica alla stessa ora del giorno precedente la prima aquila si fà vedere, è piu grande e imponente di quella del giorno prima si tratta di una femmina adulta, affamata atterra sopra la preda afferrandola alla testa. Insospettita comincia a mangiare guardandosi continuamente intorno. |
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Sembra infastidita, è nervosa continua a muoversi da un posto all'altro e poco dopo una ventina di minuti si invola per fermarsi sull'abete che sta di fronte a noi. Non poteva scegliere un posatoio migliore per noi fotografi, dista circa 25 metri dal capanno, con il 500mm si riesce a fare un'ottima inquadratura, se si vuole qualcosa di piu' chiuso bisogna montare il moltiplicatore 1,4X. Su questo posatoio ci resta ben un'ora solamente qualche corvo la infastidisce di tanto in tanto, ad un certo punto si sente chiaramente che la femmina sta chiamando il compagno, pronta la risposta del maschio posato non lontano nella foresta. Passano solamente pochi minuti e un'ombra mi appare
nel mirino della mia fotocamera, il maschio si accinge
a raggiungerla per accoppiarsi. Un'evento non certo
comune da vedere in natura, una vera emozione che
dura il tempo di una raffica di trentasette fotogrammi
che imortaleranno l'intera scena.
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Dopo questa emozionante al quanto fortunata scena ci
possiamo ritenere fortunati e il resto del tempo che trascorriamo
in capanno lo passiamo a commentare quanto accaduto. La
giornata volge al termine e la luce comincia ad essere
scarsa, decidiamo di rientrare alla base un po' prima
e andare a mangiare qualcosa a Kuusamo centro approfittando
del fatto che la sera ci sposteremo in un'altro posto
a soggiornare. |
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05 Marzo 2008
Oggi reduci da due giorni consecutivi in capanno optiamo per fotografare uccelli minori e se il tempo ci assisterà anche qualche paesaggio. In finlandia anche con tempo nuvoloso essendo il territorio completamente ricoperto di neve, non c'è mai questa grande carenza di luce seppur lavorando sempre a iso 400 e iso 800, la luce riflessa conferisce alle immagini quello che noi facciamo con i pannelli riflettenti. Ci incapanniamo sulle rive di un fiume, ci sono ancora spazi dove l'acqua scorre prima di immettersi nel lago ghiacciato, troviamo tracce fresche della lontra e parecchi merli acquaioli sono appostati sulle poche pietre affioranti. In un primo momento consapevoli che potremmo incontrare questo simpatico mammifero ce ne stiamo tranquilli poi rapiti dai colori dei ciuffolotti e degli organetti cominciamo a scattare con gran divertimento. La lontra per appunto ha un'udito molto fine per cui il rumore che produciamo vanifica la possibilità che si faccia viva. |
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Piu' volte cambio disposizione dei posatoi per avere immagini con sfondi e posizioni diverse, con questi passeracei ci si diverte proprio, gli abbondanti tredici gradi sotto zero non si sentono nemmeno e un paio d'ore passano in un istante. Il tempo resta sempre nuvoloso e nel tardo pomeriggio decidiamo di cercare l'ulula. Con un tam tam di sms veniamo avvertiti di un'avvistamento non lontano dall'area dove siamo noi, ci proviamo ma invano, ci vuole una buona dose di fattore C. |
Mentre percorriamo le strade innevate che tagliano le foreste finlandesi troviamo uno spazio aperto e di comune accordo decidiamo di fermarci ed aspettare che il sole all'orizzonte scenda al di sotto della spessa coltre di nuvole. Un'ultimo sforzo per ottenere un tramonto con i colori Finlandesi unici nel suo genere. |
Davanti ad uno spettacolo simile che la natura ha creato ci sono poche parole da poter dire, rimaniamo per qualche minuti in silenzio rapiti da questa luce che modifica le ombre ogni pochi secondi, l'aria pungente della sera ci fà ricordare che siamo sempre sotto zero e siamo molto a nord. Non appena il sole cala sotto l'orizzonte un fenomeno dovuto ai cristalli di ghiaccio nell'aria si presenta ai nosti occhi, per gli abitanti di questo paese un fenomeno abbastanza comune, per noi un'avvenimento fantastico. |
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